Mutuo fisso o variabile nel 2026: il 92% ha già scelto, e ha ragione

Ad agosto 2026, il mutuo variabile costa meno del fisso. 2,40% contro 3,10%. Settanta punti base di differenza. Su 150.000 euro a 20 anni, significa circa 61 euro al mese in meno.
Eppure il 92% di chi accende un mutuo oggi sceglie il tasso fisso.
Qualcuno chiama questa scelta irrazionale. Qualcun altro la chiama paura. Io la chiamo strategia. E ti spiego perché.
Il paradosso del variabile conveniente
Quando sento dire “il variabile conviene”, mi viene sempre voglia di fare una domanda: per quanto?
L’Euribor a 3 mesi oggi è intorno al 2,45%. Le proiezioni di mercato per fine 2026 parlano di 2,80%. Non è un’ipotesi catastrofica, è il consensus degli operatori finanziari. Se hai un mutuo da 200.000 euro a 25 anni e l’Euribor sale di 35 punti base in quattro mesi, la tua rata mensile aumenta di circa 35 euro.
Non è una tragedia, vero? Finché non si moltiplicano per 25 anni di rate.
Ecco il punto che nessuno ti dice quando ti vende il variabile come “la scelta intelligente”: il risparmio di oggi non è garantito per domani. Il risparmio del fisso, invece, è scritto nel contratto. È legge. Non puoi toglierlo.
Cosa compri davvero con il mutuo fisso
Ho visto famiglie in difficoltà. Non per una crisi improvvisa, non per un licenziamento, ma per una semplice sequenza: tasso variabile al 2% nel 2021, poi al 4,5% nel 2023, poi la rata da 850 euro che diventa 1.300. Mese dopo mese.
Non è che non sapessero che i tassi potessero salire. Lo sapevano. Nessuno però riesce davvero a immaginare cosa significhi avere 450 euro in meno al mese per anni consecutivi. Cosa significa rimandare le vacanze, non cambiare l’auto, non fare la ristrutturazione che serve.
Il mutuo fisso non compra solo un tasso. Compra certezza. Compra la possibilità di pianificare. Compra la tranquillità di sapere che tra dieci anni, qualunque cosa succeda all’economia mondiale, la tua rata è quella. Quella cifra lì. Invariabile.
Per una famiglia che sta comprando la propria casa — spesso con i risparmi di una vita e un impegno finanziario che dura 20-30 anni — quella certezza vale molto più di 61 euro al mese.
I dati che i giornali non mettono in prima pagina
Nel secondo trimestre del 2026, l’88% di chi ha chiesto un mutuo ha scelto il tasso fisso. Nel terzo trimestre siamo già al 92%. Non è un caso. Non è ignoranza finanziaria di massa. È una lettura precisa del rischio da parte di persone che si stanno giocando una cosa seria.
I dati ABI di giugno fotografano tassi medi al 3,37% sul fisso. Sembra alto? Nel 2012 era al 5,8%. Nel 1995 era sopra il 10%. Quando dici che il tasso fisso attuale è “caro”, stai usando come riferimento un periodo storico di tassi vicini allo zero che è durato dieci anni e che era — lo diciamo chiaramente — un’anomalia. Non la normalità.
Quello che stiamo vedendo oggi è il ritorno alla normalità. E in un mercato normale, il 3% sul fisso per un mutuo prima casa non è un furto. È un costo ragionevole per una garanzia ventennale.
Il variabile non è sbagliato. Ma non è per tutti
Non mi fraintendere. Non sto dicendo che il mutuo variabile sia una truffa o un errore assoluto. Ci sono situazioni in cui ha senso.
Il variabile conviene se hai una solidità finanziaria tale da assorbire un aumento di rata senza che cambi il tuo stile di vita. Se hai capacità di risparmio aggiuntiva che puoi usare per rimborsare il capitale in anticipo quando i tassi sono bassi. Se il tuo orizzonte temporale è breve — hai intenzione di vendere o rifinanziare entro 5-7 anni.
Ma se stai comprando la casa in cui vuoi vivere per i prossimi trent’anni, con uno sforzo finanziario che ti impegna, e non hai riserve abbondanti — il variabile ti espone a un rischio reale e misurabile.
E il mercato lo sa. Per questo il 92% sceglie il fisso.
La surroga: l’opzione che molti dimenticano
C’è un terzo scenario che vale la pena considerare, e che quasi nessuno mette in campo quando compra: la surroga.
Se hai acceso un mutuo tra il 2022 e il 2024 con un tasso superiore al 3,5% — che sia fisso o variabile — oggi puoi surrogarlo. Trasferire il mutuo a un’altra banca, con condizioni migliori, senza spese. A giugno 2026 il risparmio medio con la surroga era di 142 euro al mese.
142 euro al mese sono 1.704 euro all’anno. In 15 anni di mutuo residuo, sono quasi 25.000 euro. Senza fare nulla di straordinario. Solo cambiare banca.
Se sei in questa situazione e non hai ancora valutato la surroga, stai lasciando soldi sul tavolo.
La domanda che dovresti farti prima di firmare
Quando un consulente, un broker o un promotore finanziario ti presenta il mutuo variabile come “la scelta più conveniente agosto 2026”, la risposta giusta non è né sì né no. La risposta giusta è: conveniente rispetto a cosa? Per quanto tempo? Con quale scenario di rischio?
Se non ottieni una risposta precisa e documentata a queste tre domande, non hai abbastanza informazioni per firmare.
Non sto dicendo che devi diventare un esperto di mercati finanziari. Sto dicendo che il contratto che stai per firmare ti impegna per vent’anni. Meriti una spiegazione seria.
Il 92% degli italiani ha già capito questo. Hanno scelto il fisso non perché non capiscono il variabile, ma perché capiscono benissimo cosa vale la certezza.
Per qualsiasi dubbio sulla scelta del mutuo o sulla valutazione della tua situazione specifica, confrontati sempre con un consulente del credito indipendente o con il tuo istituto di riferimento.
Se vuoi capire cosa succede davvero dietro un contratto di acquisto — dalla fideiussione alla caparra, dalle clausole nascoste alle spese che nessuno ti dice — la guida ComperaRE è il punto di partenza.
Scaricala. È gratuita.





