Fisso o variabile? Il 92% degli italiani ha già risposto. Ecco perché hanno ragione.

Ogni volta che i tassi si muovono, ricomincia il dibattito. Il variabile conviene di più adesso, il fisso ti dà certezza, il variabile potrebbe scendere ancora… Sono anni che sento le stesse frasi.
Ma nel secondo trimestre 2026 è successa una cosa precisa: il 92,3% di chi ha acceso un mutuo in Italia ha scelto il tasso fisso.
Non il 51%. Non il 60%. Il 92,3%.
Questo numero merita attenzione. Non perché il 92% abbia sempre ragione — i mercati non funzionano per maggioranza. Ma perché quella cifra racconta qualcosa di molto preciso su come ragionano le persone quando hanno la pelle in gioco.
Il contesto: BCE ferma al 2,25%, ma il 23 luglio è una data da tenere d’occhio
L’11 giugno 2026 la BCE ha alzato i tassi di 25 punti base. Tasso sui depositi: 2,25%. Tasso di rifinanziamento principale: 2,40%. La motivazione ufficiale: il conflitto in Medio Oriente sta alimentando pressioni inflazionistiche, l’inflazione nell’area euro è al 3,2%, la BCE vuole tenerla sotto controllo.
Il 23 luglio c’è la prossima riunione. Non è certo cosa faranno. Il Forum di Sintra ha lasciato aperta la porta a un altro rialzo. Dipenderà dai dati sull’energia e sull’inflazione che arriveranno nelle prossime settimane.
In questo contesto, oggi un mutuo a tasso fisso costa tra il 2,40% e il 4,43% (TAN). Il variabile oscilla tra l’1,92% e il 3,47% (TAN). La differenza concreta? Su un mutuo da 200.000 euro a 25 anni, il variabile ti fa risparmiare circa 28 euro al mese rispetto al fisso.
Ventotto euro. 336 euro l’anno.
Perché il 92% ha scelto il fisso, e non è stupidità
La risposta ovvia — quella che danno in molti — è che gli italiani sono avversi al rischio. Che preferiscono la certezza anche a costo di pagare di più.
Questa spiegazione è giusta a metà. E la metà che manca è quella più importante.
Chi ha scelto il fisso non ha solo comprato “certezza” in senso astratto. Ha fatto un calcolo preciso su un rischio asimmetrico.
Il mutuo a tasso fisso ti blocca la rata per 20 o 25 anni. Che i tassi salgano ancora, che scendano, che la BCE faccia il rialzo di luglio o li lasci fermi — la tua rata non cambia. Mai.
Il mutuo variabile, invece, ti espone a ogni singola riunione BCE dei prossimi 25 anni. Ogni sei settimane. Per 300 mesi.
Non stai scommettendo una volta. Stai scommettendo ogni sei settimane per vent’anni.
E il vantaggio iniziale è 28 euro al mese.
28 euro in cambio di 300 lanci di moneta nei prossimi 25 anni. Con la casa di proprietà come posta.
Il precedente che bisogna ricordare
Ho visto cosa succede quando i tassi salgono veloce. Nel 2022-2023 l’Euribor è passato da -0,57% a +4% in meno di 18 mesi. Chi aveva un mutuo variabile da 200.000 euro a 25 anni si è trovato a pagare circa 500 euro in più al mese.
Non era una truffa. Era nel contratto. Era quello che molti avevano scelto quando il variabile sembrava imbattibile.
Chi aveva il fisso al 2,5%? Rata identica. Tutte le mattine. Per tutti quei mesi.
La domanda non è “quale tasso è più basso adesso”. La domanda è “quale scenario mi mette in difficoltà se va storto, e quanto sono disposto ad accettarlo?”.
Per chi compra la casa in cui vivere, il risparmio di 28 euro al mese non vale il rischio di trovarsi 400-500 euro in più sulla rata in un momento di crisi, magari con figli, magari con lo stesso reddito di oggi.
Il dato sul mercato che nessuno sottolinea abbastanza
Nel primo trimestre 2026 le compravendite residenziali in Italia sono aumentate del +4,4% rispetto all’anno precedente. Quasi 180.000 transazioni in tre mesi. Le nuove costruzioni sono cresciute del +14,6%.
Questo mentre i tassi si muovono, mentre il Medio Oriente brucia, mentre l’incertezza globale è alta.
Il mercato non ha aspettato la certezza. Non l’ha mai fatto.
Ho letto migliaia di analisi sul “momento giusto per comprare casa”. Le ho lette nel 2019, quando dicevano che i prezzi erano troppo alti. Le ho lette nel 2020, quando dicevano che il Covid avrebbe sgonfiato tutto. Le ho lette nel 2022, quando dicevano che i tassi avrebbero fermato tutto.
Nel frattempo, chi ha comprato ha costruito patrimonio. Chi ha aspettato la certezza ha aspettato.
La vera domanda da farti prima di scegliere il tasso
Non “quale tasso è più basso oggi”.
Quella domanda ha una risposta ovvia: il variabile, nella maggior parte dei casi, parte più basso.
La domanda giusta è: “Se il mio mutuo costasse 400 euro in più al mese tra 3 anni — per una scelta della BCE su cui non ho controllo — questo sconvolgerebbe il mio equilibrio finanziario?”
Se la risposta è sì: il fisso non è una scelta emotiva. È la scelta razionale.
Se la risposta è no, hai un reddito solido e stabile, hai un fondo di emergenza, e sai che puoi assorbire variazioni di rata — allora il variabile ha senso, specialmente se credi che i tassi BCE torneranno a scendere nel medio periodo.
Non esiste la risposta giusta universale. Esiste la risposta giusta per te.
Cosa significa il 23 luglio per chi sta valutando un mutuo adesso
Se stai decidendo in questi giorni, il 23 luglio è una data da tenere d’occhio. Non perché la decisione BCE cambierà le fondamenta del tuo mutuo — quelle dipendono dal tuo reddito, dal tuo risparmio, dalla tua stabilità lavorativa. Ma perché un ulteriore rialzo potrebbe spostare i tassi fissi verso l’alto di qualche decimo di punto.
Non è detto che succeda. Ma se stai già lavorando con una banca, vale la pena chiedere quanto tempo ha di validità la tua offerta.
Se invece stai ancora confrontando proposte, il 23 luglio ti darà un segnale più chiaro su dove si muove il costo del credito nei prossimi mesi.
In ogni caso: non prendere la decisione tra fisso e variabile guardando solo il tasso di oggi. Prendila guardando cosa succede al tuo bilancio domestico nei dieci scenari peggiori dei prossimi 25 anni.
Una cosa che vedo spesso
Le persone che mi chiedono “fisso o variabile?” spesso hanno già deciso. Cercano conferma, non analisi.
Chi vuole il variabile ha già calcolato il risparmio mensile e ha bisogno che qualcuno gli dica che è giusto. Chi vuole il fisso ha già immaginato la rata fissa per 25 anni e ha bisogno di sentirsi rassicurato che non è stupido.
Non mi interessa confermare le decisioni già prese. Mi interessa che tu abbia fatto la domanda giusta prima di firmare.
Hai letto le condizioni di rinegoziazione? Sai cosa succede alla tua rata se l’Euribor sale di 200 punti base? Hai simulato entrambi gli scenari su un foglio, con i tuoi numeri reali?
Se non l’hai fatto, fallo. Prima di firmare qualsiasi cosa.
Per queste simulazioni — e per capire cosa guardare davvero quando valuti un mutuo — la guida ComperaRE ha una sezione dedicata. Compila il form qui sotto per riceverla.
Il confronto tra tassi fisso e variabile dipende da variabili personali (reddito, stabilità lavorativa, propensione al rischio) che variano da caso a caso. Per una valutazione specifica della tua situazione, il confronto con un consulente del credito indipendente rimane il passo più utile che puoi fare prima di firmare un mutuo.





